Patrizia Daneluzzo intervistata da Stefano Zanet
Video tratti da www.portogruaro.veneto.it
DANELUZZO CIVIERO PATRIZIA
SIMONELLA IVO
ARREGHINI MARCO
BAZZANA MASSIMILIANO detto MAX.
DE NARDI GIANLUCA
DRIGO ERMES
DRIGO VALERIA
FURLANETTO MARISA
GRUARIN MARIA TERESA
MASTURZO CRISTINA
PASIAN LAURA
ROETTA PAOLINA
STECCANELLA LUCIA
TENANI FRANCO
TONO MICHELE
ZANCO MARIELLA
ZANET GUIDO
ZANON ADRIANO
ZANON VALENTINO
ZULLO MARCOSono Patrizia Daneluzzo e sono molto orgogliosa di essere la capolista della Lista Rosso Verde La Città Futura: una lista in cui mi rispecchio non solo perché è composta da molti giovani e donne, com’è già stato detto più volte, ma perché è una lista che ha fatto della partecipazione e della trasparenza i suoi principi fondamentali e dell’ambiente, dei diritti e della pace le sue ruote motrici. Una lista che è prima di tutto una squadra. Vorrei anzi approfittare di questa occasione per ringraziare tutte le persone del gruppo, candidati e non, perché davvero dietro chi poi appare in pubblico c’è il lavoro, la collaborazione e il supporto di tutti. Una lista che lavora, fuori dalle logiche di partito, su un progetto per lo sviluppo a tutto campo del nostro territorio.
Vorrei infatti che fosse chiaro a tutti i cittadini che noi siamo più che ambientalisti: certo abbiamo una sensibilità ambientale particolarmente spiccata rispetto alle altre liste, ma il fatto di avere la parola Verde nel nome non significa che ci occupiamo solo di ambiente. Nella nostra lista ci sono persone che si occupano di industria, di scuola, di pubblica amministrazione, di commercio. I nostri candidati sono insegnanti e professionisti, impiegati e artisti, commercianti e operai. Il nostro progetto per una Portogruaro futura è quindi un progetto completo, che riguarda tutte le dimensioni del vivere una città , la nostra città . Nel nostro programma ci diamo degli obiettivi e facciamo delle proposte che riguardano, ad esempio, i giovani, per cui dev’essere adottato un programma di politiche giovanili coerente e continuativo; la legalità , che sta alla base della vera sicurezza; la cultura, il lavoro e l’economia.
Proprio a quest’ultimo tema è dedicato il secondo numero del nostro periodico “La Città Futuraâ€, che viene oggi distribuito: dentro trovate alcune delle nostre idee per affrontare la crisi economica. Noi puntiamo molto sul fatto che, accanto agli ammortizzatori sociali, che devono essere garantiti, si investa sulla Green economy, l’economia verde, che si sta dimostrando l’unico modello di sviluppo sostenibile per il nostro pianeta, e quindi per noi stessi. Oggi è dimostrato che gli investimenti nel campo dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili, dell’edilizia ecocompatibile hanno un altissimo potenziale in termini di posti di lavoro che creeranno nel prossimo futuro. Stati Uniti, Nord Europa, Germania, hanno già cominciato a intraprendere questa strada. Il nostro governo, invece, pensa ancora al nucleare: per fortuna ci sono esempi di imprese, anche nella nostra area, che invece proprio su questo stanno puntando. Come vedete, allora, la green economy non è un’utopia e l’ambientalismo non è un vezzo: mettere al centro l’ambiente è oggi una proposta che ben si concilia anche con lo sviluppo economico e la giustizia sociale.
“Non me ne importa niente dell’acqua!†disse il pesce nella sua boccia: era un perfetto apolitico.
Quando, ormai parecchi anni fa, lessi questa battuta in un giornalino scout, non l’avevo capita fino in fondo, ma mi è sempre rimasta in mente. Oggi la condivido pienamente. Per quanto molte persone si sentano distanti, se non avverse, alla politica, ne siamo quotidianamente circondati e, soprattutto, ognuno di noi non può evitare di “fare politicaâ€, in moltissimi modi. La politica è l’arte delle scelte e ogni nostro comportamento comporta una scelta. Certo, non tutti avranno ricadute propriamente politiche, ma molti di più di quanti crediamo.
Fare la spesa, ad esempio, scegliere quindi cosa acquistare, è una delle attività più politiche che le persone quotidianamente compiono. Le persone o, come si dice in questo caso, i consumatori. Perché la scienza economica, e oramai anche il gergo comune, ci definisce, in relazione al nostro comportamento d’acquisto, consumatori. Maurizio Pallante, a Portogruaro lo scorso 13 dicembre per la costituzione del circolo della Decrescita Felice Livenza-Tagliamento, mi ha fatto molto riflettere su questo. Non avrebbe più senso definirci “acquirentiâ€, se vogliamo sottolineare il fatto che stiamo comprando qualcosa? O “utilizzatoriâ€, se vogliamo invece rimarcare che quella cosa che stiamo comprando verrà poi utilizzata? Invece no. Consumatori. Quello che si evidenzia è che ciò che compriamo verrà consumato. Il bene è già morto nel momento stesso in cui lo togliamo dallo scaffale: noi ci prepariamo all’acquisto successivo e il mercato a riempire lo scaffale sguarnito.
Ma lo stesso termine, consumatori, se visto da un altro lato, potrebbe darci altri spunti. Perchè quando acquistiamo un prodotto non stiamo compiendo un’azione priva di conseguenze: stiamo effettivamente consumando. Consumiamo le materie prime e l’energia che è servita a produrlo, il carburante che è servito a trasportarlo, la carta che è servita a pubblicizzarlo, lo spazio che servirà a smaltirlo. Allora il termine consumatore acquista un altro senso, un senso che forse può aiutarci a riflettere sulle nostre scelte d’acquisto.