La Città Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

Intervista a Fausto Coppi

15 settembre 2009
Pubblicato da Fausto Coppi

(Prima parte)

faustocoppi1959

Ciao Fausto, sono riuscito a scovarti, hai fatto una lunga vacanza!
Sì, adesso me la posso permettere. (Sorride)

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Lettere a Fausto: Marco Pantani

1 agosto 2009
Pubblicato da Fausto Coppi

Caro Fausto,

vorrei anch’io dire qualcosa sul tema della fortuna nel ciclismo. Ne ho fatta esperienza, a partire dai tanti incidenti avuti sia in gara che fuori gara. I primi fanno parte dell’ordine naturale per il ciclista: pensa che nel 1997 mi sono ritirato dal Giro a causa di un gatto che mi ha attraversato la strada! I secondi sono dovuti soprattutto al fatto che ormai non ci sono più strade per i ciclisti, professionisti e dilettanti. I miei incidenti in allenamento sono stati tutti scontri con automobili o camion.

Io credo che si nasca tutti quanti con un corredo di fortuna, non può essere diversamente, ma che questo non sia uguale per tutti e non si manifesti in maniera né distribuita nel tempo né con intensità costante. Credo anche che questo corredo sia un potenziale energetico, una energia psichica, ma senza segno positivo o negativo, senza orientamento. Siamo noi che glielo diamo durante la nostra esistenza. Attraverso questa diventiamo individui, cioè noi stessi. Così mi dicevano anche quei medici che da metà 2003 hanno cercato di togliermi un po’ di dipendenze da sostanze e una depressione profonda. Per la verità uno di questi, un po’ prima, mi diceva che questa energia era la libido, una pulsione (così diceva) che trovava sfogo normalmente nel sesso ma in alcuni anche in altre cose, come l’arte, la ricerca, lo sport, quindi anche il ciclismo. Tanto più è forte questa libido tanto più uno si deve esprimere. Tanto più viene repressa questa libido tanto più possono sorgere le malattie mentali, tra cui la depressione. Insomma ci siamo capiti… Che si chiami libido o energia psichica, di quello si tratta, di un grumo che uno ha dentro dalla nascita e io credo che questo contenga anche la fortuna.

La mia passione era stare in bicicletta, nient’altro. Poi gareggiando ho cominciato a divertirmi. Poi ho cominciato a farlo anche vincendo. Ma la mia energia era esplosiva, non regolare e duratura. Lo scatto in montagna, staccare ripetutamente gli avversari, fino a sfibrarli, questa era la mia goduria (anche se poi qualche volta non riuscivo più ad arrivare al traguardo). Fortuna vuole che ho vinto il Giro del 1998 proprio così, torturando il povero Tonkov, grande corridore. E così mi sono trovato al Tour, dove onestamente la vicenda del doping aveva ridotto la concorrenza, praticamente avevo contro solo Jan Ullrich, il passista tedesco che aveva vinto l’anno prima.

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Lettere a Fausto: Eddy Merckx

27 luglio 2009
Pubblicato da Fausto Coppi

Caro Fausto,

ho letto quanto ti hanno scritto Gastone, Fiorenzo e Jacques – tutte tue vecchie conoscenze. Anch’io, con tutta la mia irriverenza, vorrei scriverti qualcosa sui temi affrontati, cioè sulla fortuna nel ciclismo e su come affrontarla.

Per evitare equivoci e false modestie ti dirò subito che io sono il tuo erede, l’unico tuo erede, non altri possono asserti accostati, né prima di me né dopo. Vorrei dire di più, tanto tu mi capisci: io sono stato, ciclisticamente parlando, la tua reincarnazione. Tu sei stato il primo ad eccellere su tutti i fronti e pur sacrificando agli anni della guerra le tue energie migliori, sei riuscito a vincere tanto e in tutti i tipi di corsa. Desidero ricordare alcune cifre (prima le tue vittorie, fra parentesi le mie):

Giro: 5 (5) – Tappe al Giro: 22 (25)
Tour: 2 (5) – Tappe al Tour: 9 (34)
Accoppiate Giro+Tour: 2 (3)

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Lettere a Fausto: Jacques Anquetil

18 luglio 2009
Pubblicato da Fausto Coppi

Mon cher Fausto,

Je suis très heureux de te retrouver ici. Excuses-moi, mais je ne réussis pas à écrire en italien. Je désire cependant rappeller les meilleurs instants de notre cyclisme d’antan. Je suis encore orgueilleux d’avoir été ton héritier et je n’envie pas qui est venu après nous, même si il a vaincu sept Tours de suite, comme Lance Armstrong.

Je voudrais, si possible, parler aussi de la chance. Gaston a écrit que la chance fait toujours suite au courage et même lorsqu’elle t’a souri, elle pourrait soudainement s’épanouir. Par contre, Florent dit qu’il vaut mieux s’organiser entre tous pour diminuer les risques et combatre la malchance qui est la normalité pour qui court en bicyclette. J’aimerais peut-être ajouter quelque chose, parceque dans la vie j’ai eté plus malchanceux que dans les courses et dans ces dernières j’ai toujours été beaucoup plus individualiste que dans la vie.

Je crois, cher Fausto, que chaqun marque bonne part de son propre destin et qu’il puisse agir pour en modifier le décours, mais seulement si il est capable de se seconder, si il aide ses propres caractéristiques à changer dans ce but. Ainsi, moi qui suis né à Mont-Saint-Aignan, près de Rouen, entre Paris et la Manche. Lieu, malgrés le nom, qui n’est qu’à 150 mètres d’altitude, j’ai du apprendre très tôt à aller vite en plaine. En plus, j’ai perfectionné ma position en selle, j’ai trouvé la juste respiration et la constance pour les longues courses. Ma première victoire fut au Grand Prix de Nations de 1953, je n’avais alors que dix-neuf ans, en suite je l’ai vaincu cinq fois de suite. J’en ai vainques neuf au total, c’était ma compétition. Une course contre la montre de 140 Km: c’était une vrais veine pour moi! En 1956, j’ai compris que battant ton record de l’heure du 1942, je pouvais t’approcher.

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Lettere a Fausto: Fiorenzo Magni

10 luglio 2009
Pubblicato da Fausto Coppi

Caro Fausto,

sono costretto a scriverti, anche se so che sei in vacanza, perché Gastone ha tirato in ballo un po’ troppo la fortuna. Mi ha dato anche del bucaiolo di Prato (un controsenso) come se fosse un insulto doppio. Ora, io son di Vaiano, mentre lui è di Barberino di Mugello. Tra Vaiano e Barberino ci sono soli 22 Km di strada, via Montecuccoli, ma questi sono i capoluoghi di due comuni contigui che si sviluppano in due valli parallele. Mica eravamo per caso tutt’e due buoni discesisti… Pensa che bischero!

Ma torniamo alla fortuna, ch’è meglio. Cos’è costei? A scuola, avevo imparato studiando il Machiavelli, che la fortuna va e viene, che dispone del tempo e infine che cambia volentieri cavallo, nel nostro caso ciclista. Ma il Segretario diceva anche che la fortuna è donna e che per tenerla sotto bisogna batterla – e se si è giovani si ha più energia per farlo.

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Poi però la vita mi ha fatto fare qualche esperienza in tema di fortuna. (continua…)

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Lettere a Fausto: Gastone Nencini

1 luglio 2009
Pubblicato da Fausto Coppi

Caro Fausto,

so che sei in vacanza e che ti stai riposando i muscoli ed i polmoni, ma qui le cose sono sempre in movimento e vorrei tenerti informato almeno su quanto succederà durante il mese di luglio, praticamente in corrispondenza del Tour de France che va da sabato 4 a sabato 26.

Per noi vecchi ciclisti il Tour resta il mito e ancor di più per noi italiani. Dopo Ottavio (1924 e 1925), Gino (1938 e 1948) e tu (1949 e 1952), l’abbiamo vinto solo io (1960), Felice (1965) e Marco (1998). Ben 8 su 51 edizioni dal 1903 al 1965 e solo una volta su 42 da questa data ad oggi. Meglio di noi hanno fatto i francesi (36 vittorie, di cui 5 Anquetil e Hinault, 3 Bobet), i belgi (18, di cui 5 Merckx) e perfino gli spagnoli (11, di cui 5 di fila Indurain e tre diversi negli ultimi tre anni) e gli Stati Uniti (10, di cui 7 di fila Armstrong e 3 Lemond).

Ormai a livello internazionale noi siamo ridotti a vincere le gare in linea, soprattutto il campionato del mondo, dove nello stesso periodo abbiamo vinto 13 volte (su 42) e alla grande negli ultimi tre anni (Bettini nel 2006 e 2007 e Ballan l’anno scorso). In sede ciclistica possiamo dire che sappiamo fare squadra e volata, ma solo in una giornata. La kermesse continua, costante, lo sforzo prolungato, non fanno per noi. E purtroppo mi pare la foto di un popolo. Non pare anche a te?

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